Storia dell' Asinara - L'età contemporanea

Il Lungo Viaggio (Georg Vemess)
Il Lungo Viaggio (Georg Vemess)
 


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L'esproprio
Nel periodo di reggenza del Manca all'Asinara arrivarono diversi pescatori camoglini che sposarone le donne del posto. Il feudalesimo cessato nel frattempo di fatto con la rinuncia del Manca a tutti i suoi balzelli, venne soppresso per legge nel 1837.
Seguì così un periodo di circa 50 anni in cui l'isola visse un periodo di relativa calma, considerata di fatto un comune anche se in realtà sotto il controllo di Porto Torres. Nel 1854 fu decretata dal re di Sardegna la costruzione del faro a Punta Scorno.
Ma le vicissitudini di quest'isola erano ben lontane dal terminare. Nel 1885 spinto da una grave crisi di colera, il Governo decise di istituire un lazzaretto a Cala Reale e una colonia agricola penale a Cala d’Oliva. La Legge n.3183 del 28 giugno 1885 autorizzava quindi l’espropriazione dell’Asinara. Non fu impresa semplice sgomberare l'isola e si dovette ricorrere all'uso della forza. Mentre i pastori che abitavano l'isola ed i residenti di Cala Reale furono trasferiti con la forza in diverse aree della Sardegna, le 45 famiglie di pescatori residenti a Cala d'Oliva ottennero invece il territorio di fronte all'Asinara dove fondarono il paese di Stintino. Per una approfondita descrizione di Stintino e della Pelosa potete visitare il sito Stintino.net. Iniziarono quindi i lavori di costruzione del lazzaretto che fu denominato 'Stazione Sanitaria Marittima quarantenaria'. La colonia agricola penale prese invece il nome di 'Casa di lavoro all’aperto' e fu composta da due diramazioni, una a Fornelli e l'altra a Tumbarino.
La grande guerra
Con lo scoppio della Grande Guerra la Stazione Sanitaria venne ampliata per poter essere usata come campo di concentramento dei prigionieri di guerra.

Dalle "Memorie di un prigioniero Austro-Ungarico" [Relazione del Campo di Prigionieri Colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915-1916 del gen. Giuseppe Carmine Ferrari]
Nella notte dal 14 al 15 dicembre 1914 uno scoppio lungo e formidabile ci fece avvertiti che il ponte militare Belgrado-Semlino era saltato in aria; così a colonne intere di colonne e di carreggi militari ed a centinaia e centinaia di soldati austro-ungarici venne tolta ogni possibilità di portarsi sulla riva opposta, vale a dire in terreno patrio. Anch'io mi trovai tra quei disgraziati.
All'albeggiare sopraggiunsero reparti di cavalleria serba, che ci fecero prigionieri, suddividendoci in tanti gruppi di 250 a 300 uomini.


Quei prigionieri austro-ungarici nel Dicembre di un anno dopo arrivarono a Valona e li furono consegnati dai serbi alle autorità italiane che li imbarcò su diverse navi con destinazione Asinara. Con venti viaggi tra il 18 Dicembre 1915 ed il 20 Marzo 1916 furono imbarcati 23.861 prigionieri e ne arrivarono vivi all'Asinara 23.339. Dei prigionieri imbarcati 9805 erano riconosciuti come già infetti e trasportati con 7 viaggi specifici a loro dedicati, ma all'arrivo all'Asinara i prigionieri infetti erano già diventati 16547.
8.000 prigionieri morirono per le malattie infettive (principalmente per il colera) e circa 16.000 poterono lasciare l'isola nel Luglio del 1916 diretti in Francia a Tolone. Durante il periodo di prigionia diversi monumenti furono lasciati dai prigionieri del 2° reparto di Campo Perdu; tra questi uno in particolare poteva essere considerato un'opera d'arte: 'Il Lungo Viaggio' realizzato dal prigioniero ungherese Georg Vemess. Purtroppo pare che sia andato perduto negli anni '90 giusto prima che la colonia penale cessasse l'attività. Potete vederlo riprodotto qui sopra.
Nel 1919, l’Asinara cessò di essere una prigione militare.
Dopo la fine della grande guerra, l’Asinara restò sotto il controllo di tre diversi Ministeri: Ministero della Marina, responsabile dei fari di Punta Scorno e di Cala Reale, il Ministero della Sanità, da cui ovviamente dipendeva la Stazione Sanitaria Marittima di Cala Reale e Trabuccato ed il Ministero di Grazia e Giustizia al quale era affidato il controllo del restante territorio, essendo utilizzato come casa di lavoro all’aperto.
Il supercarcere
Nel 1937, dopo la guerra d'Etiopia, furono deportati all’Asinara diverse centinaia di soldati Etiopi per essere sottoposti a bonifica. Tra essi anche la figlia del Negus Ailè Selassiè che perse il figlioletto per un'infezione all'Asinara e che morì poi a Torino di tubercolosi.
Durante la seconda guerra mondiale, l’Asinara non fu coinvolta direttamente in alcuna azione bellica anche se va registrato l’affondamento della nostra corazzata Roma, avvenuto il giorno dopo la firma dell’armistizio proprio al largo di punta Scorno.
Negli anni ’60 vennero realizzate importanti opere, quali bacini artificiali e interventi portuali.
Nel 1967 ci fu un importante convegno a Porto Torres sotto la cui giurisdizione ricadeva l'isola dell'Asinara sul tema dell'importanza dell'Asinara nello sviluppo turistico della Sardegna, ma le speranze di liberalizzazione andarono ad infrangersi con le decisioni degli anni '70. Erano gli anni di piombo, quelli del periodo del terrorismo. L’art.90 del Nuovo Ordinamento carcerario del 1975 prevedeva un particolare trattamento ai terroristi reclusi e così una diramazione del carcere fu destinata a detenuti di particolare pericolosità. Questo regime durò fino al 1984. Durante questi anni furono rinchiusi nel carcere dell'Asinara prima Renato Curcio e Roberto Franceschini e successivamente Totò Riina.
Si susseguono intanto nel corso degli anni i tentativi dell'amministrazione di Porto Torres e della Regione Sardegna di ottenere dal demanio il controllo dell'Asinara, nonché il tentativo di costituire il Parco nazionale in quell'area. Già nel 1976 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fa approvare per decreto il vincolo paesaggistico per il "notevole interesse pubblico" per l'Asinara. Nel 1991 viene approvata dal Parlamento la legge quadro n.394 sulle aree protette; con l’art.34 viene istituito il Parco nazionale del Golfo di Orosei, Gennargentu e dell'Isola dell’Asinara, inserita a sorpresa a seguito di un emendamento del Senatore Montresori.
Ma nel 1992 i due attentati mafiosi con i quali furono uccisi prima il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti di scorta e dopo due mesi Paolo Borsellino con i cinque agenti della scorta segnarono un altro brusco stop all'iter di trasformazione dell'Asinara in Parco Nazionale. Il Governo, in risposta a questi due attentati approvò l’articolo 41 bis del nuovo ordinamento carcerario nell'ambito del quale si decise di riattivare i carceri di massima sicurezza e tra questi quello dell'Asinara. Nell'ottobre del 1995 proprio alla vigilia della scadenza entro la quale avrebbe dovuto essere chiuso il carcere, furono trasferiti sull'isola Totò Riina e Leoluca Bagarella. Di li a due mesi il governo approvo un'ulteriore proroga che spostava la data di chiusura del carcere di altri 4 anni. Ma nel 1997 con la Legge 344, in anticipo di due anni sull'ultima scadenza, viene istituito il Parco Nazionale dell'Asinara. Nel Gennaio del 1998 gli ultimi agenti della Polizia Penitenziaria lasciano l'isola mentre viene insediato il primo nucleo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sarda in un simbolico cambio della guardia.
Il Parco cominciò effettivamente a funzionare a metà del 1999 e nel Giugno del 2000, l’Asinara viene trasferita dal Demanio dello Stato alla Regione Sardegna con l'eccezione di alcune aree che rimangono sotto controllo e responsabilità di alcuni Ministeri, come per esempio il faro di Punta Scorno e le strutture più importanti dell’area di Cala Reale.